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Protesi · Articolo

Protesi di ginocchio: quando serve, come si svolge l'intervento e cosa aspettarsi

Le indicazioni, i passaggi dell'intervento, i materiali dell'impianto e i primi giorni dopo l'operazione, spiegati prima della visita.

Ortopedico Ginocchio RomaChirurgia del ginocchio · Roma 11 minuti di lettura

Contenuto a cura del Dott. Gabriele Bolle e del Dott. Daniele Mazza, specialisti in Ortopedia e Traumatologia

In breve

  • La protesi di ginocchio si valuta quando l'artrosi provoca dolore e limiti che le cure conservative non controllano più: decidono i sintomi e le radiografie, non l'età da sola.
  • Può essere totale, se sostituisce tutte le superfici dell'articolazione, o parziale, se interviene su un solo comparto.
  • L'intervento sostituisce le superfici consumate con componenti in lega metallica e un inserto in polietilene, in anestesia concordata con l'anestesista.
  • Ci si alza presto, con il fisioterapista, appena le condizioni cliniche lo consentono; i tempi di recupero cambiano da persona a persona.

Quando in visita si arriva a parlare di protesi, la prima preoccupazione di molte persone non riguarda la tecnica, ma il non sapere cosa succederà. Questa guida è curata dal Dott. Gabriele Bolle, specialista in Ortopedia e Traumatologia a Roma che si occupa di chirurgia protesica del ginocchio, insieme al Dott. Daniele Mazza. Qui trovi, in ordine, quello che si spiega ai pazienti prima dell'intervento di protesi di ginocchio: quando serve, che tipi esistono, come si svolge l'operazione, di cosa è fatto l'impianto e cosa aspettarsi dopo.

Le sedi, i contatti e il percorso completo negli studi sono raccolti nella pagina sulla protesi di ginocchio a Roma.

Quando serve la protesi di ginocchio?

La protesi di ginocchio serve quando l'artrosi, o un altro danno dell'articolazione, provoca un dolore che non risponde più a esercizio, farmaci, infiltrazioni e fisioterapia, e riduce in modo importante le attività di ogni giorno: camminare, fare le scale, dormire. Si decide insieme al chirurgo ortopedico, in base ai sintomi e alle radiografie, dopo aver provato le cure conservative.

Spesso la causa è la gonartrosi, cioè l'artrosi del ginocchio: la cartilagine si assottiglia e l'osso che sta sotto si modifica. Se ne parla in modo più ampio nell'articolo sulla gonartrosi, con sintomi e gradi. Altre cause possibili sono gli esiti di vecchie fratture, alcune malattie infiammatorie delle articolazioni e le deviazioni importanti dell'asse della gamba.

I segnali di cui parlare in visita

  • Dolore che sveglia di notte o che non passa con il riposo.
  • Distanza a piedi che si accorcia di mese in mese.
  • Fatica a fare le scale o ad alzarti da una sedia.
  • Ginocchio che si gonfia spesso o che si piega verso l'interno o verso l'esterno.
  • Antidolorifici presi sempre più spesso per riuscire a fare le cose di tutti i giorni.

Nessuno di questi segnali, da solo, porta alla protesi. Le linee guida internazionali sull'artrosi, per esempio quelle del NICE britannico, indicano l'esercizio terapeutico e la gestione del peso come prima strada, e riservano la valutazione chirurgica a chi, nonostante le cure, ha sintomi che pesano sulla qualità della vita. Per questo in visita ti viene sempre chiesto cosa hai già provato e per quanto tempo.

L'età non è un criterio a sé. Contano quanto il ginocchio limita le tue giornate, cosa mostrano le radiografie, le cure già fatte e le tue condizioni generali: sono questi elementi, insieme, a orientare la scelta.

Protesi totale o parziale: che differenza c'è?

La protesi totale di ginocchio sostituisce tutte le superfici dell'articolazione, sul femore, sulla tibia e spesso sulla rotula. La protesi parziale, detta anche monocompartimentale, sostituisce solo il comparto consumato e lascia com'è il resto del ginocchio. Quale delle due sia indicata dipende da quanto è esteso il danno e da come stanno i legamenti.

Protesi totale e protesi parziale a confronto

AspettoProtesi totaleProtesi parziale
Cosa sostituisceTutte le superfici articolari del ginocchioUn solo comparto, di solito quello interno o quello esterno
Quando si valutaArtrosi estesa a più compartiArtrosi limitata a un comparto
LegamentiSi valutano e si bilanciano durante l'interventoDi solito servono legamenti stabili, compreso il crociato anteriore
Strutture conservateMeno osso e tessuti originaliPiù osso e tessuti originali
RecuperoDa valutare caso per casoDa valutare caso per caso

Non c'è una protesi più adatta in assoluto. La scelta si fa dopo la visita e le radiografie, e il chirurgo te la spiega con le sue ragioni prima di decidere qualunque cosa.

Come si svolge l'intervento di protesi di ginocchio?

L'intervento di protesi di ginocchio sostituisce le superfici consumate dell'articolazione con componenti artificiali. Il chirurgo rimuove la cartilagine danneggiata e un sottile strato di osso da femore e tibia, posiziona le componenti metalliche, se serve riveste la rotula e inserisce tra le parti un inserto in polietilene, che permette al ginocchio di scorrere.

Visto dalla parte del paziente, il percorso ha cinque passaggi.

  1. La visita e gli esami

    Esame del ginocchio, radiografie in carico e, se servono, altri accertamenti. Qui si decide se la protesi è indicata e di che tipo.

  2. La preparazione

    Esami preoperatori, visita con l'anestesista e studio dell'anatomia del tuo ginocchio per scegliere l'impianto e il suo allineamento. È anche il momento di preparare la casa per il rientro.

  3. L'anestesia

    Si concorda con l'anestesista: spinale, generale o tecniche combinate, in base alle tue condizioni e alle caratteristiche dell'intervento.

  4. In sala operatoria

    Il chirurgo prepara le superfici di femore e tibia, prova le componenti, controlla movimento e stabilità del ginocchio e poi fissa l'impianto definitivo. Il Dott. Gabriele Bolle e il Dott. Daniele Mazza operano insieme presso la Casa di Cura San Feliciano, a Roma, dove è in uso il sistema robotico VELYS: quando è indicato, l'intervento si esegue con la sua assistenza.

  5. Il risveglio e le prime ore

    Controllo del dolore con la terapia impostata dall'anestesista e, appena le condizioni lo consentono, i primi movimenti con il fisioterapista.

Se vuoi capire nel dettaglio cosa fa il robot in sala e cosa resta al chirurgo, trovi la spiegazione nell'articolo sulla chirurgia robotica del ginocchio.

Di che materiale è fatta una protesi di ginocchio?

Una protesi di ginocchio è fatta di componenti in lega metallica, per esempio a base di cromo-cobalto o di titanio, che rivestono femore e tibia, e di un inserto in polietilene, una plastica per uso medico molto resistente, che fa da superficie di scorrimento. La rotula, quando si riveste, riceve una piccola componente in polietilene.

Protesi in titanio: quando se ne parla

Il titanio è leggero, è ben tollerato dall'osso ed è presente in molte componenti protesiche. Se hai un'allergia accertata al nichel o ad altri metalli, segnalalo alla prima visita e porta gli esami allergologici che hai: esistono impianti pensati per chi ha questo problema, e la scelta tiene conto anche di questo.

Cosa vuol dire protesi «di ultima generazione»?

È un'espressione che si legge spesso, ma non indica una categoria precisa. I modelli di protesi cambiano nel tempo, nel disegno, nei materiali e negli strumenti per impiantarli, e ogni impianto in commercio deve rispettare le regole sui dispositivi medici. Per te conta un'altra domanda: quale impianto è adatto al tuo ginocchio, e perché. È la domanda a cui si risponde in visita.

In Italia l'Istituto Superiore di Sanità segue gli impianti con il Registro Italiano ArtroProtesi (RIAP), che raccoglie i dati sugli interventi di protesi e sui dispositivi usati.

I dati del tuo impianto. Dopo l'intervento ricevi le informazioni sulla protesi che ti è stata impiantata. Conservale: servono ai controlli e a qualunque medico ti visiti in futuro.

Cosa aspettarsi dopo l'intervento di protesi?

Dopo la protesi di ginocchio il recupero comincia subito: nelle prime ore o nei primi giorni, appena le condizioni cliniche lo consentono, ti alzi con il fisioterapista e cammini con un appoggio. Seguono esercizi quotidiani, controlli programmati e un ritorno graduale alle attività. I tempi cambiano da persona a persona e dipendono anche da come stavi prima dell'operazione.

Una persona cammina con il deambulatore accompagnata da un operatore sanitario
Nei primi giorni si cammina con un appoggio, come il deambulatore o i bastoni, seguiti dal fisioterapista.

I primi giorni

Durante il ricovero il dolore si controlla con la terapia impostata insieme all'anestesista e si comincia a muovere il ginocchio con il fisioterapista. Quando è indicato, il percorso segue il protocollo fast track, che punta a una mobilizzazione precoce e a una degenza più breve. Un certo gonfiore e un po' di calore del ginocchio nelle prime settimane fanno parte del decorso; se aumentano all'improvviso, o compare la febbre, va chiamato il medico.

A casa e nelle settimane successive

  • Gli esercizi indicati dal fisioterapista, ogni giorno, sono la parte del recupero che dipende da te.
  • La casa va preparata prima del ricovero: via tappeti e ostacoli, una sedia con braccioli, il deambulatore o i bastoni pronti.
  • I controlli programmati servono a verificare la ferita, il movimento e il cammino.
  • Guida, lavoro e sport si riprendono secondo le indicazioni che ricevi ai controlli, non a calendario fisso.

Una domanda frequente è quando si tornerà a fare tutto. La risposta onesta è che dipende dalla forza dei muscoli, dalle altre condizioni di salute e dalla costanza negli esercizi. Ai controlli ti viene indicato cosa puoi riprendere e quando.

Come prepararsi alla visita per la protesi di ginocchio a Roma?

Per la visita in cui si valuta la protesi di ginocchio porta le radiografie recenti con i loro referti, gli altri esami già fatti, l'elenco dei farmaci che prendi e le informazioni su interventi o malattie precedenti. Aiuta anche annotare da quanto tempo hai dolore, cosa lo peggiora e quali cure hai già provato, con i risultati ottenuti.

Da portare alla visita

  • Radiografie del ginocchio, meglio se eseguite in piedi, e i referti.
  • Eventuali risonanze, TAC o esami del sangue già fatti.
  • L'elenco dei farmaci, compresi anticoagulanti e integratori.
  • Le lettere di dimissione di interventi precedenti, soprattutto al ginocchio.

Il Dott. Gabriele Bolle e il Dott. Daniele Mazza visitano alla Clinica Ars Biomedica, in via Luigi Bodio 58 a Roma, e negli altri studi indicati nella sezione dedicata alle sedi, e operano insieme presso la Casa di Cura San Feliciano, a Roma, dove è in uso il sistema VELYS. Per fissare la visita puoi chiamare la segreteria al 333 824 7996 o scrivere su WhatsApp allo stesso numero.

Domande frequenti

Quanto dura l'intervento di protesi di ginocchio?

La durata dipende dal tipo di protesi, totale o parziale, dalla forma del ginocchio, da eventuali interventi precedenti e dal tipo di anestesia. Il tempo passato in sala comprende anche la preparazione e il risveglio, quindi è più lungo dell'intervento vero e proprio. Il chirurgo te lo indica in modo più preciso dopo la visita, quando conosce il tuo ginocchio e il piano operatorio.

Dopo la protesi di ginocchio si sente molto dolore?

Un dolore nei giorni successivi all'intervento è atteso, e si controlla con una terapia impostata insieme all'anestesista, spesso con più farmaci e tecniche combinate. L'obiettivo è permetterti di muoverti e di fare gli esercizi fin dai primi giorni. L'intensità cambia molto da persona a persona: se il dolore aumenta invece di diminuire, va segnalato subito al medico.

Quando si torna a camminare dopo la protesi di ginocchio?

I primi passi si fanno di solito già durante il ricovero alla Casa di Cura San Feliciano, a Roma, con il fisioterapista e con un appoggio come il deambulatore o i bastoni, appena le condizioni cliniche lo consentono. L'autonomia cresce poi in modo graduale, con gli esercizi quotidiani e i controlli. Quando lasciare gli appoggi si decide ai controlli, in base alla forza, all'equilibrio e alla sicurezza nel passo.

Se sono allergico ai metalli serve una protesi in titanio?

Un'allergia accertata ai metalli, per esempio al nichel, va segnalata alla prima visita, portando gli esami allergologici già fatti. In questi casi si valutano impianti studiati per ridurre il contatto con i metalli che danno allergia. Il titanio è uno dei materiali possibili, ma la decisione si prende sul singolo caso, dopo aver visto gli esami e il ginocchio.

C'è un'età giusta per la protesi di ginocchio?

Non esiste un'età fissa. La protesi si valuta in base a quanto il dolore limita la tua vita, a cosa mostrano le radiografie, alle cure già provate e alle tue condizioni generali di salute. L'età entra nel ragionamento insieme agli altri elementi, per esempio per le attività che vuoi riprendere, ma da sola non decide né per il sì né per il no.

Quando si può tornare a guidare dopo la protesi di ginocchio?

Dipende da quale ginocchio è stato operato, dal tipo di cambio dell'auto, dalla forza e dal controllo della gamba e dai farmaci che prendi, perché alcuni riducono i riflessi. Si torna al volante quando riesci a frenare con prontezza e senza dolore: si valuta insieme ai controlli, e fino ad allora è meglio farsi accompagnare.

Fonti

  1. American Academy of Orthopaedic Surgeons, OrthoInfo, Total Knee Replacement (in inglese).
  2. NICE, Osteoarthritis in over 16s: diagnosis and management (NG226), 2022 (in inglese).
  3. NICE, Joint replacement (primary): hip, knee and shoulder (NG157), 2020 (in inglese).
  4. Istituto Superiore di Sanità, Registro Italiano ArtroProtesi (RIAP).

Pubblicato da Ortopedico Ginocchio Roma

Contenuto a cura di

Ritratto del Dott. Gabriele Bolle
Dott. Gabriele Bolle

Chirurgia protesica · Traumatologia dello sport

Laureato e specializzato con lode in Ortopedia e Traumatologia alla Sapienza Università di Roma, è stato medico federale delle nazionali giovanili di calcio. Si occupa di chirurgia protesica e di traumatologia dello sport del ginocchio, con un'attenzione particolare all'allineamento cinematico della protesi e alla chirurgia robotica: è abilitato all'uso dei sistemi robotici Mako e VELYS.

Ritratto del Dott. Daniele Mazza
Dott. Daniele Mazza

Traumatologia dello sport · Chirurgia protesica

Specialista in Ortopedia e Traumatologia, è medico della Nazionale Italiana di calcio Under 21, Associate Professor alla School of Medicine dell'Università di Ostrava ed Editor-in-Chief di The Open Orthopaedics Journal. Si occupa di traumatologia dello sport e di chirurgia protesica del ginocchio, con un'attenzione particolare alla ricostruzione del legamento crociato anteriore e al ritorno allo sport.

Chi siamo

Questo articolo ha finalità divulgativa e non sostituisce la visita medica. Indicazioni, esami e cure vanno sempre valutati con lo specialista, sul singolo caso.

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