In breve
- La protesi totale sostituisce tutte le superfici del ginocchio; la protesi monocompartimentale, o parziale, sostituisce solo il comparto consumato.
- La parziale si valuta quando l'artrosi è limitata a un comparto, i legamenti sono stabili e il ginocchio non è rigido.
- Conserva più osso e più tessuti originali; in cambio, se l'artrosi avanza negli altri comparti, in futuro può servire un nuovo intervento.
- La scelta si fa in visita, con l'esame del ginocchio e le radiografie, dopo averne discusso con il chirurgo vantaggi e limiti.
«Posso fare la protesi solo sulla parte del ginocchio che fa male?» è una delle domande che si sentono più spesso in visita. La risposta dipende da dove si trova l'artrosi e da come stanno i legamenti. Questa guida è curata dal Dott. Gabriele Bolle, specialista in Ortopedia e Traumatologia a Roma che si occupa di chirurgia protesica del ginocchio, insieme al Dott. Daniele Mazza: spiega le differenze tra protesi totale e protesi monocompartimentale e i criteri con cui si sceglie.
Le sedi, i contatti e il percorso completo negli studi sono raccolti nella pagina sulla protesi di ginocchio a Roma.
Che differenza c'è tra protesi totale e protesi monocompartimentale?
La protesi totale di ginocchio sostituisce le superfici articolari di femore e tibia in tutta l'articolazione, e spesso riveste anche la rotula. La protesi monocompartimentale, chiamata anche parziale, sostituisce soltanto il comparto consumato dall'artrosi e lascia com'è il resto del ginocchio, compresi i legamenti crociati. Entrambe usano componenti in metallo e un inserto in polietilene.
I tre comparti del ginocchio
Per capire la differenza serve sapere che il ginocchio, dal punto di vista del chirurgo, si divide in tre zone, che l'artrosi può colpire insieme o una alla volta.
- Comparto medialeLa parte interna del ginocchio, tra femore e tibia. È la zona che si valuta più spesso per la protesi parziale.
- Comparto lateraleLa parte esterna del ginocchio, tra femore e tibia. Anche qui l'artrosi può restare confinata a un solo lato.
- Comparto femoro-rotuleoLa parte anteriore, dove la rotula scorre sul femore. Dà dolore soprattutto sulle scale e quando ci si alza da una sedia.
Protesi totale e protesi monocompartimentale a confronto
| Aspetto | Protesi totale | Protesi monocompartimentale |
|---|---|---|
| Cosa sostituisce | Le superfici di tutta l'articolazione | Un solo comparto, di solito l'interno o l'esterno |
| Quando si valuta | Artrosi estesa a più comparti | Artrosi confinata a un comparto |
| Legamenti crociati | Si bilanciano durante l'intervento; il crociato anteriore di solito non si conserva | Restano al loro posto e devono essere integri |
| Osso e tessuti | Si sostituisce una superficie più ampia | Si conservano più osso e più tessuti originali |
| In futuro | Controlli periodici dell'impianto | Controlli periodici; se l'artrosi avanza negli altri comparti può servire la totale |
La protesi di ginocchio in generale, con l'intervento, i materiali e i primi giorni dopo l'operazione, è spiegata nell'articolo su come si svolge l'intervento di protesi di ginocchio.
Per chi è adatta la protesi monocompartimentale?
La protesi monocompartimentale è adatta a chi ha un'artrosi confinata in un solo comparto del ginocchio, con il dolore localizzato sul lato interno o esterno, legamenti stabili e un ginocchio che si piega e si distende ancora abbastanza. Sono le condizioni indicate anche dall'American Academy of Orthopaedic Surgeons. Se una di queste manca, di solito si orienta la scelta verso la protesi totale.
Le condizioni che si verificano per la protesi parziale
- Artrosi presente in un solo comparto, confermata dalle radiografie ed eventualmente da altri esami.
- Dolore localizzato quasi tutto sul lato interno o sul lato esterno del ginocchio.
- Legamenti stabili, in particolare il crociato anteriore.
- Movimento del ginocchio conservato, senza una rigidità importante.
- Una deviazione dell'asse della gamba contenuta, che non richiede grandi correzioni.
Quando di solito si valuta la protesi totale
- Artrosi diffusa a due o tre comparti.
- Malattie infiammatorie delle articolazioni, come l'artrite reumatoide.
- Ginocchio molto rigido o con una deformità marcata.
- Legamenti lesionati o instabili.
Gli standard di qualità del NICE britannico chiedono di offrire la scelta tra protesi parziale e totale a chi ha l'artrosi solo nel comparto interno, quando la visita e gli esami mostrano che entrambe sono possibili, spiegando alla persona i benefici e i rischi di ciascuna. È il modo in cui si imposta il colloquio anche in visita.
L'età e il peso non decidono da soli. Entrano nel ragionamento insieme alla sede dell'artrosi, allo stato dei legamenti, alle attività che vuoi riprendere e alle tue condizioni generali di salute.
Come si decide tra protesi parziale e totale?
La scelta tra protesi parziale e totale si fa in visita, mettendo insieme tre elementi: dove senti il dolore, cosa mostra l'esame del ginocchio, in particolare la stabilità dei legamenti, e cosa dicono le radiografie eseguite in piedi. A volte servono proiezioni particolari o una risonanza magnetica per vedere lo stato degli altri comparti e dei legamenti.
Visto dalla parte del paziente, il percorso ha quattro passaggi.
- Il racconto e l'esame del ginocchio
Da quanto tempo hai dolore, dove lo senti, cosa lo peggiora, quali cure hai già provato. Poi l'esame del movimento e della stabilità dei legamenti.
- Le immagini
Radiografie in carico e, se servono, proiezioni dedicate o una risonanza, per capire quanti comparti sono coinvolti.
- Il confronto tra le opzioni
Il chirurgo ti spiega quale protesi è indicata nel tuo caso, con le ragioni, i vantaggi e i limiti di ciascuna.
- La conferma in sala
In alcuni casi l'aspetto della cartilagine visto durante l'intervento può cambiare il piano. Se è possibile, se ne parla prima, così sai in anticipo cosa può succedere.
Quando l'artrosi è diffusa, la domanda spesso diventa un'altra: quando è il momento della protesi. Se ne parla nell'articolo sulla gonartrosi e sulle cure dell'artrosi del ginocchio.
Il recupero è diverso dopo la protesi parziale?
Dopo la protesi monocompartimentale il recupero è spesso più rapido e meno doloroso rispetto alla totale, secondo le informazioni per i pazienti dell'American Academy of Orthopaedic Surgeons, perché si interviene su una parte più piccola dell'articolazione. Molte persone riferiscono anche un ginocchio che si muove in modo più naturale. I tempi però restano individuali e si stabiliscono ai controlli.
In entrambi i casi ci si alza presto, con il fisioterapista, appena le condizioni cliniche lo consentono. Il percorso che organizza i primi passi, il controllo del dolore e il rientro a casa è descritto nell'articolo sul protocollo fast track dopo la protesi di ginocchio.
Una protesi parziale può diventare totale?
Sì, può succedere. La protesi monocompartimentale lascia al loro posto gli altri comparti del ginocchio, con la loro cartilagine: se negli anni l'artrosi si estende a una di queste zone, il dolore può tornare e si può valutare la sostituzione con una protesi totale. È il principale svantaggio della parziale, e va messo sul piatto quando si sceglie.
Per questo, dopo qualunque protesi, i controlli nel tempo contano: servono a verificare l'impianto e lo stato del resto dell'articolazione. In Italia l'Istituto Superiore di Sanità segue gli impianti con il Registro Italiano ArtroProtesi, che raccoglie i dati sugli interventi e sui dispositivi usati.
Cosa chiedere in visita a Roma per scegliere tra protesi parziale e totale?
In visita conviene chiedere al chirurgo quanti comparti del tuo ginocchio sono coinvolti dall'artrosi, come stanno i legamenti, perché ti propone una protesi piuttosto che l'altra e cosa succede se l'artrosi avanza. Il Dott. Gabriele Bolle e il Dott. Daniele Mazza visitano a Roma alla Clinica Ars Biomedica, in via Luigi Bodio 58, e negli altri studi indicati nella pagina.
Domande utili da portare alla visita
- L'artrosi del mio ginocchio riguarda uno o più comparti?
- I miei legamenti permettono una protesi parziale?
- Perché nel mio caso è indicata questa protesi e non l'altra?
- Come sarà il recupero, considerando le mie condizioni e il mio lavoro?
- Quali controlli dovrò fare negli anni?
Porta le radiografie recenti con i referti, gli altri esami già fatti e l'elenco dei farmaci. Gli interventi di protesi si eseguono presso la Casa di Cura San Feliciano, a Roma, dove i due medici operano insieme. Per fissare la visita puoi chiamare la segreteria al 333 824 7996 o scrivere su WhatsApp allo stesso numero; trovi indirizzi e orari nella sezione dedicata alle sedi.
Domande frequenti
La protesi monocompartimentale è meno invasiva della totale?
Sostituisce una parte più piccola del ginocchio e conserva più osso, cartilagine sana e legamenti, compresi i crociati. In questo senso interviene su meno strutture. Non vuol dire che sia adatta a tutti: si può fare solo quando l'artrosi è confinata in un comparto e il ginocchio è stabile. Quale delle due sia indicata si decide in visita, con le radiografie.
Il ginocchio con la protesi parziale si sente più naturale?
Secondo le informazioni per i pazienti dell'American Academy of Orthopaedic Surgeons, molte persone con una protesi parziale riferiscono un ginocchio che si piega e si muove in modo più naturale, perché legamenti e comparti sani restano al loro posto. La sensazione però cambia da persona a persona, e con qualunque protesi servono alcuni mesi per abituarsi al nuovo ginocchio.
Se ho l'artrosi anche dietro la rotula posso fare la protesi parziale?
Dipende da quanto è avanzata e da quanto disturbo dà. Il comparto dietro la rotula, detto femoro-rotuleo, fa parte della valutazione: un'artrosi importante in questa zona, insieme a quella di un altro comparto, orienta di solito verso la protesi totale. Il chirurgo lo valuta con l'esame del ginocchio e le radiografie dedicate.
La protesi monocompartimentale dura meno di quella totale?
Il limite principale della protesi parziale, indicato anche dall'American Academy of Orthopaedic Surgeons, è la possibilità di un nuovo intervento se l'artrosi avanza negli altri comparti del ginocchio. Quanto duri una protesi nel singolo caso dipende da molti fattori, come l'attività, il peso e la qualità dell'osso. Ai controlli programmati si segue l'impianto nel tempo.
Posso chiedere io la protesi parziale invece della totale?
Puoi sempre chiedere di valutarla, ed è giusto farlo. La protesi parziale però si propone solo quando il ginocchio ha le caratteristiche adatte: artrosi in un comparto, legamenti stabili, movimento conservato. Se entrambe le soluzioni sono possibili, il chirurgo ti spiega vantaggi e limiti di ciascuna e la scelta si fa insieme.
Dove si valuta la protesi monocompartimentale di ginocchio a Roma?
Il Dott. Gabriele Bolle e il Dott. Daniele Mazza, specialisti in Ortopedia e Traumatologia, visitano a Roma alla Clinica Ars Biomedica, in via Luigi Bodio 58, e negli altri studi indicati nella pagina. Gli interventi di protesi si eseguono presso la Casa di Cura San Feliciano. Per prenotare puoi chiamare o scrivere su WhatsApp al 333 824 7996.
Fonti
- American Academy of Orthopaedic Surgeons, OrthoInfo, Unicompartmental (Partial) Knee Replacement (in inglese).
- NICE, Joint replacement (primary): hip, knee and shoulder (QS206), statement 2: choice between partial and total knee replacement (in inglese).
- American Academy of Orthopaedic Surgeons, OrthoInfo, Total Knee Replacement (in inglese).
- Istituto Superiore di Sanità, Registro Italiano ArtroProtesi (RIAP).
Pubblicato da Ortopedico Ginocchio Roma
Contenuto a cura di
Chirurgia protesica · Traumatologia dello sport
Laureato e specializzato con lode in Ortopedia e Traumatologia alla Sapienza Università di Roma, è stato medico federale delle nazionali giovanili di calcio. Si occupa di chirurgia protesica e di traumatologia dello sport del ginocchio, con un'attenzione particolare all'allineamento cinematico della protesi e alla chirurgia robotica: è abilitato all'uso dei sistemi robotici Mako e VELYS.
Traumatologia dello sport · Chirurgia protesica
Specialista in Ortopedia e Traumatologia, è medico della Nazionale Italiana di calcio Under 21, Associate Professor alla School of Medicine dell'Università di Ostrava ed Editor-in-Chief di The Open Orthopaedics Journal. Si occupa di traumatologia dello sport e di chirurgia protesica del ginocchio, con un'attenzione particolare alla ricostruzione del legamento crociato anteriore e al ritorno allo sport.
Questo articolo ha finalità divulgativa e non sostituisce la visita medica. Indicazioni, esami e cure vanno sempre valutati con lo specialista, sul singolo caso.
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