In breve
- Il fast track è un protocollo organizzativo: mette in fila preparazione, anestesia, controllo del dolore e movimento precoce per favorire un recupero più rapido dopo la protesi di ginocchio.
- Non cambia la protesi né l'intervento: cambia come si organizzano i giorni che precedono e seguono l'operazione.
- I primi passi si fanno appena le condizioni lo consentono, spesso già nelle prime ore o nel primo giorno; è un obiettivo del percorso, non una scadenza fissa.
- Si torna a casa quando sono soddisfatti i criteri clinici, non a una data stabilita in anticipo.
«Quanto resto in ospedale?» e «quando mi alzo?» sono le domande che arrivano subito dopo la decisione di fare la protesi. Il protocollo fast track nasce per rispondere a queste domande con un percorso organizzato. Questa guida è curata dal Dott. Gabriele Bolle, specialista in Ortopedia e Traumatologia a Roma che si occupa di chirurgia protesica del ginocchio, insieme al Dott. Daniele Mazza: spiega come funziona il percorso e cosa aspettarsi, fase per fase.
Le sedi, i contatti e il percorso completo negli studi sono raccolti nella pagina sulla protesi di ginocchio a Roma, dove trovi anche la sintesi del percorso fast track.
Cos'è il protocollo fast track nella protesi di ginocchio?
Il protocollo fast track nella protesi di ginocchio è un modo di organizzare tutto il percorso di cura, prima, durante e dopo l'intervento, per favorire il movimento già nelle prime ore e una degenza più breve, quando le condizioni cliniche lo consentono. Nella letteratura internazionale rientra nei programmi di recupero potenziato, noti con la sigla ERAS, cioè Enhanced Recovery After Surgery.
La ERAS Society ha pubblicato raccomandazioni specifiche per la protesi d'anca e di ginocchio, basate sulle evidenze disponibili. Riguardano l'informazione al paziente, la preparazione, l'anestesia, la terapia del dolore con più farmaci combinati per ridurre gli oppioidi, il movimento precoce e criteri oggettivi per la dimissione. Il fast track mette insieme questi elementi in un percorso unico.
La protesi e la tecnica operatoria restano quelle indicate per il tuo ginocchio. Come si svolge l'intervento in sé è spiegato nell'articolo su come si svolge l'intervento di protesi di ginocchio.
Come funziona il percorso fast track, dalla visita al rientro a casa?
Il percorso fast track si sviluppa in cinque momenti: la preparazione nelle settimane prima dell'intervento, il giorno dell'operazione con un'anestesia pensata per il recupero, il controllo del dolore, i primi passi con il fisioterapista e la dimissione con criteri precisi. Ogni fase prepara la successiva, e il paziente sa in anticipo cosa succederà e che cosa ci si aspetta da lui.
- La preparazione
Visita, esami preoperatori, colloquio con l'anestesista e informazioni chiare su come andranno i giorni del ricovero. Se ci sono un'anemia, un diabete da compensare o l'abitudine al fumo, si affrontano prima dell'intervento.
- Il giorno dell'intervento
Anestesia concordata con l'anestesista, spesso spinale o combinata con blocchi dei nervi, e indicazioni sul digiuno date dall'équipe. L'obiettivo è un risveglio che permetta di muoversi presto.
- Il controllo del dolore
Una terapia con più farmaci combinati, impostata dall'anestesista, che riduce il ricorso agli oppioidi. Il dolore controllato permette di fare gli esercizi fin dall'inizio.
- I primi passi
Con il fisioterapista e un appoggio, come il deambulatore, appena le condizioni lo consentono. Seguono esercizi quotidiani per il movimento del ginocchio e la forza dei muscoli.
- La dimissione
Si torna a casa quando sono soddisfatti i criteri clinici: dolore controllato, ferita in ordine, capacità di alzarsi, camminare con l'appoggio e fare le scale in sicurezza.
La dimissione non ha una data fissa. Il percorso punta a una degenza più breve, ma la data si decide sulle tue condizioni. Tornare a casa quando sei pronto conta più del giorno sul calendario.
Quando ci si alza dopo la protesi con il protocollo fast track?
Con il protocollo fast track ci si alza appena le condizioni cliniche lo consentono, spesso già nelle prime ore dopo l'intervento o nel primo giorno, con il fisioterapista e un appoggio come il deambulatore. Le raccomandazioni ERAS indicano di mobilizzare i pazienti il prima possibile. È un obiettivo del percorso, non una scadenza fissa: dipende dall'anestesia, dal dolore e da come ti senti.
Alzarsi presto serve a più cose: aiuta la circolazione, riduce la rigidità del ginocchio, rende più semplice recuperare la forza e ti dà confidenza con il nuovo ginocchio. I primi passi sono brevi e seguiti: il fisioterapista ti insegna come alzarti dal letto, come usare l'appoggio e come muoverti in sicurezza.
Le tappe successive, dalla fisioterapia a casa al ritorno alle attività, sono descritte nell'articolo sulla riabilitazione dopo la protesi di ginocchio.
Il fast track è adatto a tutti?
Il fast track si propone a molte persone che fanno una protesi di ginocchio, ma il percorso si adatta alle condizioni di ciascuno. Età, altre malattie, anemia, diabete, forza muscolare prima dell'intervento e la possibilità di avere qualcuno vicino a casa influenzano i tempi. Se serve più tempo per alzarsi o per tornare a casa, il percorso rallenta: la sicurezza viene prima della velocità.
Cosa si valuta prima di impostare il percorso
- Le condizioni generali di salute e le altre malattie, come diabete o problemi di cuore.
- Gli esami del sangue, in particolare l'emoglobina, per correggere un'eventuale anemia prima dell'intervento.
- I farmaci che prendi, compresi anticoagulanti e integratori.
- Come ti muovi oggi e quanta forza hanno i muscoli della coscia.
- Chi potrà aiutarti a casa nei primi giorni dopo la dimissione.
Anche il tipo di intervento conta. Protesi totale o parziale, accesso tradizionale o mini invasivo: sono scelte che si fanno sul tuo ginocchio, e il percorso fast track le accompagna senza sostituirle.
Cosa preparare a casa prima del ricovero?
Prima del ricovero conviene preparare la casa per il rientro: togliere tappeti e ostacoli dai passaggi, avere una sedia stabile con i braccioli, sistemare il letto a un'altezza comoda e tenere pronti il deambulatore o i bastoni. Aiuta anche organizzare chi ti starà vicino nei primi giorni, per la spesa, i pasti e gli spostamenti.
- Passaggi liberiVia tappeti, fili e oggetti a terra tra camera, bagno e cucina.
- Sedia con braccioliStabile e non troppo bassa, per alzarsi e sedersi con meno sforzo.
- Letto e bagnoUn letto a un'altezza comoda e, se serve, un rialzo per il water e un tappetino antiscivolo in doccia.
- Appoggi prontiDeambulatore o bastoni, come indicato dal fisioterapista, da provare prima di usarli.
- Una persona vicinaQualcuno che ti aiuti nei primi giorni con spesa, pasti e spostamenti.
Cosa succede dopo la dimissione?
Dopo la dimissione il recupero continua a casa, con gli esercizi indicati dal fisioterapista, la terapia per il dolore e i controlli programmati per verificare la ferita, il movimento e il cammino. Un certo gonfiore e un po' di calore del ginocchio nelle prime settimane fanno parte del decorso. Guida, lavoro e attività si riprendono secondo le indicazioni dei controlli.
Quando chiamare subito il medico
- Febbre, o una ferita arrossata, calda o da cui esce liquido.
- Dolore o gonfiore del ginocchio che aumentano all'improvviso invece di diminuire.
- Polpaccio gonfio, dolente o teso.
- Fiato corto o dolore al petto: in questo caso si chiama il 112.
Cosa è normale e cosa no nelle settimane dopo l'intervento è spiegato nell'articolo su dolore e gonfiore dopo la protesi di ginocchio.
Dove si segue il percorso fast track per la protesi di ginocchio a Roma?
Il percorso comincia dalla visita, in cui si valuta la protesi e si imposta la preparazione all'intervento. Il Dott. Gabriele Bolle e il Dott. Daniele Mazza, specialisti in Ortopedia e Traumatologia, visitano a Roma alla Clinica Ars Biomedica, in via Luigi Bodio 58, e negli altri studi indicati nella pagina, e operano insieme presso la Casa di Cura San Feliciano, dove si svolge il ricovero.
In visita puoi chiedere come sarà organizzato il tuo percorso, quali esami servono prima dell'intervento e cosa preparare a casa. Porta le radiografie recenti con i referti, gli altri esami già fatti e l'elenco dei farmaci. Per fissare la visita puoi chiamare la segreteria al 333 824 7996 o scrivere su WhatsApp allo stesso numero; trovi indirizzi e orari nella sezione dedicata alle sedi.
Domande frequenti
Con il fast track si cammina davvero il giorno dell'intervento?
Spesso i primi passi si fanno già nelle prime ore dopo l'intervento o nel primo giorno, con il fisioterapista e un appoggio come il deambulatore. Succede quando anestesia, pressione, dolore e condizioni generali lo permettono. È un obiettivo del percorso, non una promessa: se il tuo corpo ha bisogno di più tempo, si aspetta.
Quanti giorni si resta in ospedale con il protocollo fast track?
Il percorso punta a una degenza più breve rispetto ai protocolli tradizionali, ma il numero di giorni non si fissa in anticipo. Si torna a casa quando sono soddisfatti i criteri clinici: dolore controllato, ferita in ordine, capacità di alzarsi, camminare con l'appoggio e fare le scale in sicurezza. La durata si stima durante la valutazione preoperatoria.
Tornare a casa prima è sicuro?
La dimissione nel percorso fast track segue criteri clinici precisi, e non una data decisa in anticipo: se uno dei criteri non è soddisfatto, si resta ricoverati. A casa il recupero prosegue con gli esercizi, la terapia per il dolore e i controlli programmati, e ricevi le indicazioni su quando chiamare il medico. Avere qualcuno vicino nei primi giorni aiuta.
Serve fare fisioterapia prima dell'intervento per il fast track?
Le raccomandazioni ERAS per la protesi d'anca e di ginocchio non considerano la fisioterapia prima dell'intervento indispensabile per accelerare la dimissione. Contano di più arrivare informati, correggere prima eventuali problemi come l'anemia e restare attivi. Se nel tuo caso servono esercizi preparatori, te li indica il medico in visita.
Fast track e chirurgia robotica sono la stessa cosa?
No. Il fast track riguarda l'organizzazione del percorso di cura, dalla preparazione alla dimissione. La chirurgia robotica riguarda uno strumento che assiste il chirurgo in sala nella pianificazione e nel posizionamento della protesi. Sono due aspetti diversi, che possono far parte dello stesso intervento quando sono indicati. Del robot si parla nell'articolo sulla chirurgia robotica del ginocchio.
Dove si fa la protesi di ginocchio con il percorso fast track a Roma?
Il Dott. Gabriele Bolle e il Dott. Daniele Mazza, specialisti in Ortopedia e Traumatologia, operano insieme presso la Casa di Cura San Feliciano, a Roma, e visitano alla Clinica Ars Biomedica, in via Luigi Bodio 58, e negli altri studi indicati nella pagina. Se il percorso fast track è indicato si valuta in visita. Per prenotare: 333 824 7996, anche WhatsApp.
Fonti
- Wainwright TW e altri, Consensus statement for perioperative care in total hip replacement and total knee replacement surgery: Enhanced Recovery After Surgery (ERAS) Society recommendations, Acta Orthopaedica, 2020 (in inglese).
- American Academy of Orthopaedic Surgeons, OrthoInfo, Total Knee Replacement (in inglese).
Pubblicato da Ortopedico Ginocchio Roma
Contenuto a cura di
Chirurgia protesica · Traumatologia dello sport
Laureato e specializzato con lode in Ortopedia e Traumatologia alla Sapienza Università di Roma, è stato medico federale delle nazionali giovanili di calcio. Si occupa di chirurgia protesica e di traumatologia dello sport del ginocchio, con un'attenzione particolare all'allineamento cinematico della protesi e alla chirurgia robotica: è abilitato all'uso dei sistemi robotici Mako e VELYS.
Traumatologia dello sport · Chirurgia protesica
Specialista in Ortopedia e Traumatologia, è medico della Nazionale Italiana di calcio Under 21, Associate Professor alla School of Medicine dell'Università di Ostrava ed Editor-in-Chief di The Open Orthopaedics Journal. Si occupa di traumatologia dello sport e di chirurgia protesica del ginocchio, con un'attenzione particolare alla ricostruzione del legamento crociato anteriore e al ritorno allo sport.
Questo articolo ha finalità divulgativa e non sostituisce la visita medica. Indicazioni, esami e cure vanno sempre valutati con lo specialista, sul singolo caso.
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