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Protesi · Articolo

Quanto dura una protesi di ginocchio e quando si sostituisce

Cosa dicono i registri internazionali sulla durata, perché una protesi si consuma e come si decide se va rifatta.

Ortopedico Ginocchio RomaChirurgia del ginocchio · Roma 11 minuti di lettura

Contenuto a cura del Dott. Gabriele Bolle e del Dott. Daniele Mazza, specialisti in Ortopedia e Traumatologia

In breve

  • Secondo i registri nazionali riuniti in una revisione pubblicata su The Lancet nel 2019, circa 82 protesi totali di ginocchio su 100 sono ancora in sede dopo 25 anni.
  • Sono medie su centinaia di migliaia di interventi: non dicono quanto durerà la tua protesi, che dipende da età, attività, peso, tipo di impianto e altri fattori.
  • Dolore che ritorna dopo anni di benessere, gonfiore ricorrente o un ginocchio che cede sono segnali da far valutare in visita.
  • La revisione, cioè la sostituzione di una o più componenti, si decide solo dopo aver capito la causa del problema.

Quanto dura una protesi di ginocchio è una domanda che si fanno sia chi deve operarsi sia chi ha una protesi da anni e comincia ad avere qualche fastidio. Questa guida è curata dal Dott. Gabriele Bolle e dal Dott. Daniele Mazza, specialisti in Ortopedia e Traumatologia a Roma, e riassume cosa dicono i dati, da cosa dipende la durata, quali segnali far controllare e come si arriva, quando serve, a una revisione.

Cos'è una protesi e come si impianta è spiegato nella guida all'intervento di protesi di ginocchio. Le sedi e il percorso negli studi sono raccolti nella pagina sulla protesi di ginocchio a Roma.

Quanto dura una protesi di ginocchio?

Una protesi di ginocchio dura in genere molti anni. Secondo i registri nazionali riuniti in una revisione pubblicata su The Lancet nel 2019, circa 82 protesi totali su 100 sono ancora in sede dopo 25 anni, e circa 70 protesi parziali su 100. L'AAOS, la società americana dei chirurghi ortopedici, indica che più di nove protesi totali moderne su dieci funzionano bene a 15 anni dall'intervento.

Protesi ancora in sede dopo 25 anni, secondo i registri

Tipo di protesiAncora in sede dopo 25 anniDa dove viene il dato
Protesi totaleCirca 82 su 100Dati riuniti di 14 registri nazionali (Evans e colleghi, The Lancet 2019)
Protesi parzialeCirca 70 su 100Dati riuniti di 4 registri nazionali (stessa revisione)

«Ancora in sede» vuol dire che la protesi non è stata sostituita. I registri possono misurare questo dato con precisione, perché ogni revisione viene registrata. Il confronto tra totale e parziale va letto con cautela, perché le due protesi possono essere impiantate su persone con età, attività e ginocchia diverse; se ne parla nella guida su protesi totale o parziale. In Italia i dati sugli impianti sono raccolti dall'Istituto Superiore di Sanità con il Registro Italiano ArtroProtesi (RIAP).

Una media non è una previsione. I numeri dei registri descrivono interventi eseguiti anni fa, con gli impianti e le tecniche di allora. Per il tuo ginocchio contano la tua età, le tue attività e la tua storia clinica: sono questi gli elementi che il chirurgo considera in visita.

Da cosa dipende la durata di una protesi di ginocchio?

La durata di una protesi di ginocchio dipende da fattori legati alla persona, come età, peso e livello di attività, da fattori legati all'intervento, come il tipo di impianto e il suo posizionamento, e da eventi che possono capitare negli anni, come un'infezione o una caduta. L'AAOS ricorda che ogni protesi si consuma con l'uso, a partire dall'inserto in plastica tra le componenti metalliche.

  • L'usura dell'insertoCon l'uso l'inserto in polietilene si consuma lentamente. Secondo l'AAOS attività molto intense o un peso elevato possono accelerare l'usura.
  • L'età all'interventoChi si opera più giovane ha davanti più anni in cui usare la protesi, e spesso una vita più attiva.
  • Il tipo di impiantoProtesi totale e parziale hanno durate diverse nei registri, che seguono nel tempo anche i singoli modelli.
  • L'osso intorno alla protesiCon gli anni l'osso che sostiene le componenti può indebolirsi, e una componente può perdere il suo fissaggio.
  • Infezioni e caduteUn'infezione, anche a distanza di anni, o una frattura intorno alla protesi dopo una caduta sono tra le cause di revisione indicate dall'AAOS.

Dopo la protesi l'AAOS considera preferibili le attività a basso impatto, come camminare o andare in bicicletta, rispetto a quelle ad alto impatto, anche per la durata dell'impianto. Quali attività siano adatte al tuo ginocchio, e con quale intensità, lo indica il chirurgo ai controlli.

Quali sono i sintomi di una protesi di ginocchio usurata?

I sintomi che possono far pensare a una protesi di ginocchio usurata o mobilizzata sono un dolore che ricompare dopo anni di benessere, soprattutto camminando o caricando il peso, un gonfiore che torna spesso, la sensazione che il ginocchio ceda o sia instabile e una rigidità che peggiora. Nessuno di questi segnali basta per una diagnosi: servono la visita e le radiografie.

Da far valutare in visita

  • Dolore nuovo, dopo un periodo in cui il ginocchio operato non faceva male.
  • Dolore che compare quando cominci a camminare o quando carichi il peso.
  • Gonfiore che si ripresenta senza un motivo evidente.
  • Ginocchio che cede o dà una sensazione di instabilità, per esempio sulle scale.
  • Movimento che si riduce, o un ginocchio che non si stende più come prima.
  • Rumori nuovi accompagnati da dolore.

Febbre, arrossamento o calore del ginocchio insieme al dolore vanno invece riferiti al medico senza aspettare, anche a molti anni dall'intervento, perché possono indicare un'infezione. I segnali da non rimandare sono elencati nella guida su dolore e gonfiore dopo la protesi.

Come si capisce se una protesi di ginocchio va sostituita?

Per capire se una protesi di ginocchio va sostituita si parte dalla causa del problema, perché una protesi che fa male non è per forza da rifare. La valutazione comprende la visita, le radiografie confrontate con quelle precedenti, gli esami del sangue per escludere un'infezione e, quando servono, l'analisi del liquido del ginocchio, la TAC o la scintigrafia.

  1. La storia della protesi

    Quando e dove è stata impiantata, quale modello è, come è andato il recupero e quando sono cominciati i disturbi.

  2. La visita

    Movimento, stabilità, cicatrice ed eventuali segni di infiammazione. Si controllano anche anca e schiena, che possono dare dolore al ginocchio.

  3. Le immagini

    Radiografie confrontate con quelle degli anni precedenti, per vedere posizione e fissaggio delle componenti; se serve, TAC o scintigrafia.

  4. Gli esami per l'infezione

    Esami del sangue e, quando indicato, un prelievo di liquido dal ginocchio da analizzare in laboratorio.

Immagini diagnostiche di un ginocchio su due monitor
Il confronto tra le immagini di oggi e quelle degli anni precedenti è una parte della valutazione.

Alla fine della valutazione le strade possibili sono diverse: controlli nel tempo, fisioterapia mirata, cure per una causa che non riguarda la protesi, oppure una revisione. La scelta si discute con il chirurgo, che te ne spiega le ragioni prima di decidere.

Cos'è la revisione della protesi di ginocchio?

La revisione della protesi di ginocchio è l'intervento con cui si sostituiscono una o più componenti di una protesi già impiantata. Secondo l'AAOS è un intervento più lungo e complesso del primo impianto: spesso richiede impianti e strumenti dedicati e, a volte, la ricostruzione dell'osso mancante con componenti metalliche aggiuntive o innesti.

Primo impianto e revisione a confronto

AspettoPrimo impiantoRevisione
Cosa si faSi sostituiscono le superfici consumate dell'articolazioneSi rimuovono e si sostituiscono una o più componenti della protesi
ComplessitàIntervento standard della chirurgia protesicaPiù lungo e complesso, secondo l'AAOS
ImpiantiComponenti scelte sull'anatomia del ginocchioSpesso impianti e strumenti dedicati, a volte con parti aggiuntive per l'osso
Prima di decidereVisita, radiografie, esami preoperatoriServe anche capire la causa, compresa un'eventuale infezione
Dopo l'interventoFisioterapia dai primi giorniFisioterapia dai primi giorni, con tempi da valutare sul singolo caso

Quando la causa è un'infezione il percorso può essere diverso, a volte in più tempi; quando il problema riguarda solo una parte dell'impianto, a volte si sostituisce solo quella. Sono decisioni che si prendono sul singolo caso, dopo gli esami.

Come si chiede un secondo parere sulla protesi di ginocchio a Roma?

Un secondo parere sulla protesi di ginocchio si chiede prenotando una visita con uno specialista e portando tutta la documentazione dell'intervento, così chi ti visita, a Roma o altrove, può ricostruire la storia della protesi. È una scelta frequente quando i disturbi durano, quando ti è stata proposta una revisione o quando vuoi capire meglio le alternative possibili.

Cosa portare alla visita

  • La lettera di dimissione e la descrizione dell'intervento.
  • I dati della protesi impiantata, per esempio le etichette dell'impianto consegnate dopo l'operazione.
  • Le radiografie fatte subito dopo l'intervento e quelle più recenti, con i referti.
  • Esami del sangue, TAC o altri accertamenti già eseguiti.
  • L'elenco dei farmaci e delle altre malattie.

Il primo riferimento resta il chirurgo che ha eseguito l'intervento, che conosce il ginocchio e l'impianto: un secondo parere si aggiunge al suo, e il confronto funziona meglio quando la documentazione è completa.

Il Dott. Gabriele Bolle e il Dott. Daniele Mazza visitano alla Clinica Ars Biomedica, in via Luigi Bodio 58 a Roma, e negli altri studi indicati nella sezione dedicata alle sedi, e operano insieme presso la Casa di Cura San Feliciano, a Roma. Per fissare la visita puoi chiamare la segreteria al 333 824 7996 o scrivere su WhatsApp allo stesso numero.

Domande frequenti

Una protesi di ginocchio si può rifare più di una volta?

Sì, una protesi può essere revisionata anche più di una volta, ma ogni nuovo intervento è di solito più complesso del precedente, perché si lavora su un osso già operato e a volte ridotto. Per questo la decisione si prende solo dopo aver capito bene la causa del problema e aver valutato le alternative, con la visita e gli esami.

La protesi parziale dura meno della totale?

Nei registri riuniti dalla revisione pubblicata su The Lancet nel 2019, dopo 25 anni risultano ancora in sede circa 82 protesi totali e circa 70 protesi parziali su 100. Il confronto va letto con cautela: le due protesi possono essere impiantate su persone con età e attività diverse, e la scelta tra totale e parziale dipende soprattutto da quanto è esteso il danno del ginocchio.

Lo sport consuma di più la protesi di ginocchio?

Secondo l'AAOS, un'attività eccessiva o un peso elevato possono accelerare la normale usura dell'inserto in plastica e favorire l'allentamento della protesi. Per questo dopo l'intervento sono considerate preferibili le attività a basso impatto, come camminare o andare in bicicletta. Quali attività siano adatte al tuo ginocchio, e con quale intensità, te lo indica il chirurgo ai controlli.

Servono controlli anche se la protesi non dà fastidi?

Il chirurgo indica un calendario di controlli nel tempo, di solito con una visita e le radiografie, anche quando il ginocchio non dà disturbi. Servono a notare per tempo cambiamenti nella posizione delle componenti o nell'osso intorno, che all'inizio possono non dare sintomi. Se non sai quando è previsto il tuo prossimo controllo, chiedilo al medico che ti ha operato.

Dove trovo i dati della mia protesi di ginocchio?

I dati dell'impianto, cioè produttore, modello e misure delle componenti, di solito si trovano nella lettera di dimissione, nella descrizione dell'intervento o nelle etichette consegnate dopo l'operazione. Se non li hai, puoi chiederli alla struttura in cui sei stato operato. Conservali con cura: servono ai controlli, a un eventuale secondo parere e a qualunque medico ti visiti in futuro.

Dopo quanti anni si sostituisce una protesi di ginocchio?

Non esiste una scadenza fissa: una protesi che funziona bene e non dà disturbi non si sostituisce solo perché ha molti anni. La revisione si valuta quando c'è un problema documentato, come usura, mobilizzazione, instabilità o infezione, dopo la visita e gli esami. I controlli periodici servono proprio a seguire la protesi nel tempo e ad accorgersi per tempo di eventuali cambiamenti.

Si può controllare a Roma una protesi impiantata in un'altra città?

Sì. Una visita di controllo o un secondo parere si possono fare anche se l'intervento è stato eseguito in un'altra città o in un'altra struttura. A Roma il Dott. Gabriele Bolle e il Dott. Daniele Mazza visitano alla Clinica Ars Biomedica, in via Luigi Bodio 58: porta la documentazione dell'intervento, i dati dell'impianto e le radiografie, anche quelle più vecchie.

Fonti

  1. Evans JT e colleghi, How long does a knee replacement last? A systematic review and meta-analysis of case series and national registry reports with more than 15 years of follow-up, The Lancet, 2019 (in inglese).
  2. American Academy of Orthopaedic Surgeons, OrthoInfo, Total Knee Replacement (in inglese).
  3. American Academy of Orthopaedic Surgeons, OrthoInfo, Revision Total Knee Replacement (in inglese).
  4. American Academy of Orthopaedic Surgeons, OrthoInfo, Activities After Total Knee Replacement (in inglese).
  5. Istituto Superiore di Sanità, Registro Italiano ArtroProtesi (RIAP).

Pubblicato da Ortopedico Ginocchio Roma

Contenuto a cura di

Ritratto del Dott. Gabriele Bolle
Dott. Gabriele Bolle

Chirurgia protesica · Traumatologia dello sport

Laureato e specializzato con lode in Ortopedia e Traumatologia alla Sapienza Università di Roma, è stato medico federale delle nazionali giovanili di calcio. Si occupa di chirurgia protesica e di traumatologia dello sport del ginocchio, con un'attenzione particolare all'allineamento cinematico della protesi e alla chirurgia robotica: è abilitato all'uso dei sistemi robotici Mako e VELYS.

Ritratto del Dott. Daniele Mazza
Dott. Daniele Mazza

Traumatologia dello sport · Chirurgia protesica

Specialista in Ortopedia e Traumatologia, è medico della Nazionale Italiana di calcio Under 21, Associate Professor alla School of Medicine dell'Università di Ostrava ed Editor-in-Chief di The Open Orthopaedics Journal. Si occupa di traumatologia dello sport e di chirurgia protesica del ginocchio, con un'attenzione particolare alla ricostruzione del legamento crociato anteriore e al ritorno allo sport.

Chi siamo

Questo articolo ha finalità divulgativa e non sostituisce la visita medica. Indicazioni, esami e cure vanno sempre valutati con lo specialista, sul singolo caso.

Pubblicato il · Aggiornato il · Rivisto dal Dott. Gabriele Bolle e dal Dott. Daniele Mazza il

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